27 giugno 2008

PRIMATI REGIONALI TOSCANA

ASSOLUTI MASCHILI
ASSOLUTI INDOOR UOMINI
PROMESSE UOMINI
PROMESSE INDOOR UOMINI
UNDER 21
JUNIORES UOMINI
JUNIORES UOMINI INDOOR
UNDER 18 UOMINI
ALLIEVI UOMINI
ALLIEVI INDOOR
UNDER 16 UOMINI
CADETTI UOMINI
CADETTI INDOOR
UNDER 14 UOMINI
RAGAZZI
RAGAZZI INDOOR
UNDER 12

ORARI TOP CLUB CHALLANGE

CLICCA QUI PER GLI ORARI DEL TOP CLUB CHALLANGE

26 giugno 2008

VERSO PECHINO

A circa due mesi dall'Olimpiade ... questi sono i minimi ...
I MINIMI IAAF PER PECHINO (corsa)

Uomini
(800) min A 1.46.00 min B 1.47.60
(1500) min A 3.36.60 min B 3.39.00
(5000) min A 13.21.50 min B 13.28.50
(10000) min A 27.50.00 min B 28.10.00
(3000st)min A 8.24.60 min B 8.32.00
(Maratona) 2.10.30*
Donne
(800) min A 2.00.00 min B 2.01.30
(1500) min A 4.07.00 min B 4.08.00
(5000) min A 15.09.00 min B 15.24.00
(10000) min A 31.45.00 min B 32.20.00
(3000st)min A 9.46.00 min B 9.55.00
(Maratona) 2.30.00*


* Minimo richiesto dalla FIDAL

- Con il minimo A si possono mandare tre atleti in ogni specialità.
- Con il minimo B un solo atleta che però deve essere nei primi 24 atleti al mondo nella sua specialità.
- I minimi devono essere stati ottenuti dal 1 gennaio 2007 al 21 luglio 2008.
- Gli atleti che avessero ottenuto il minimo A nel 2007 devono confermare il loro stato di forma realizzando almeno il minimo B nel 2008.
- Ultima data utile per conseguire il minimo di partecipazione il 21 luglio 2008

25 giugno 2008

Top Club Challenge

Venerdì e sabato a Firenze si svolgerà uno degli appuntamenti clou per quest'anno in senso assoluto. Il Top Club Challenge. In realtà nient'altro non è che una formula rivista dei c.d.s. serie A dello scorso anno. Ci sono state diverse polemiche in merito alla interpretazione dei regolamenti (lo abbiamo pure letto sulla Gazzetta dello Sport). Ma sicuramente tra venerdì e sabato al di là di qualsiasi questione vedremo il meglio che le nostre società hanno tra le loro fila. Poi naturalemnte potremmo anche avere dei"giocatori" migliori in altre società che non partecipano ma .... quello che conta è che è lì che c'è la competizione principe e migliore che l'atletica italiana possa dare. Quindi mi dispiace per tutte le manifestazioni che nel fine settimana si prodigheranno a mettere in luce la "spettacolarità e l'audacia" ma si dovrà sapere che l'evento da seguire sarà in tutto e per tutto questo.
Vedremo come le pedine si giostreranno, come i punteggi potranno essere efficacemente abbinati e come le squadre militari si confronteranno con quelle civili atteso che il nuovo regolamento ha rimesso o estromesso dai giochi alcune formazion veramente interessanti (come abbiamo detto).
Comunque questi sono gli iscritti: clicca qui
E mi pare che sia proprio una gran bella manifestazione. Quindi come ripeto sempre: andare a vedere questo spettacolo di atletica sarà essere partecipi ad un'evento.
(Per chi vuole qualche informazione in più ... anche quest'articolo è interessante: clicca qui)

23 giugno 2008

GRAND PRIX MONTE DEI PASCHI DI SIENA (4^ TAPPA)

Ieri a Camaiore si è svolta la 4^ tappa del Grand Prix Monte Dei Paschi di Siena.
Dopo quasi 10 anni ho corso un 5000 in pista ...
Ma andiamo con ordine. Purtroppo la concomitanza della partita (Italia-Spagna che sappiamo tutti come è finita e che mi fa sorridere in quanto oggi siamo tutti a criticare avendo perso ... ai rigori .. ma se avessimo vinto sicuramente non avremmo neppure notato le lacune di una squadra che aveva già fatto un miracolo ad arrivare dove era: ma io non mi intendo di calcio e quindi non ne parlo nemmeno seppure ritengo di essere molto più oggettivo di altri) ha fatto anticipare la partenza di alcune manifestazioni. Tra queste l'800 dove era presente in gara Gherardo Collini. L'anticipazione della partenza di circa mezz'ora mi ha comportato che non ho potuto vederlo in azione. Purtroppo la gara è stata influenzata da un riscaldamento repentino e da una non proprio freschezza mentale ... praticamente è successo che al pronti via non era abbastanza concentrato per pernsare a cosa stava facendo perchè è stato tutto troppo affrettato. Quindi non ha avuto, poi, quel guizzo giusto nel momento in cui la gara è entrata nel vivo. Diciamo così si impara anche dagli errori. Ma certo è un peccato non aver sfruttato l'occasione di poter scendere sotto l'1'58" (il suo crono 1'58"32 nuovo PB). Quindi da una parte la conferma che la distanza la possiamo gestire e che questo tempo oramai non è frutto di un caso, ma dall'altra c'è il rammarico di non aver ancora centrato la gara da personale vero senza se e ma. Comunque per ora bene così.
Per quanto mi riguarda era due anni che non mettevo piede in pista (anche se lo scorso anno ero partito per il 10000 ma dove già si sapeva che non si poteva finire e quindi mi sono fermato). Quindi l'ultima gara in pista era appunto il 10000 di due anni fa a soffiano dove in una gara con un vento che non faceva correre avevo chiuso in 31'17. Il 5000 in pista era diverso tempo che non lo correvo (circa 10 anni) ed oggettivamente allenandomi poco in pista (ho fatto solo un paio di lavori ma più centrate alle gare su strada che non alle prove del tondino rosso .. infatti il ritmo più veloce che ho tenuto è poco sotto i 3' al km) e quindi non sapevo come poteva andare a finire. Una cosa è la strada ed una è la pista ... che non mente mai.
Pronti via. Non essendoci messi d'accordo siamo partiti un pò tranquilli i primi 200, poi giustamente ho detto a Maurizio se ci davamo una mano con i cambi e quindi abbiamo incominciato a darci una mano questi i primi passaggi:3'01"5-3'01"-3'3"05. A quel punto siamo rimasti in tre: Io, Cito e Del Nista. Dal 3° al 4° km siamo un pò andati a spasso(3'18) per poi trovarci a concludere un ultimo giro intorno ai 62"/63"5. In realtà Quando Maurizio e Daniele sono partiti ai 400 io non riuscivo a cambiare sembrava quasi di non mettere in moto i muscoli, fino agli ultimi 200 che mi sono dato una scrollata riuscendo ad oltrepassare Daniele ed avvicinarmi a Maurizio (quando oramai la gara era finita). In generale posso essere contento (ultimo km 2'54) ho fatto il primato stagionale e degli ultimi 10 anni e in toto non sapevo cosa aspettarmi. L'unico grosso problema è che ora non cammino perchè ho un male ai tandini che non ve lo mando a dire (le scarpe chiodate l'ultima volta che le ho messe era per il cross lungo ed in pista manco l'ombra) quindi oggi proviamo a farli scaricare con riposo e ghiaccio e magari nei prossimi giorni ci rimettiamo in moto ...
Qui trovate tutte le classifiche della giornta di ieri.

19 giugno 2008

LUCCA CORRI IN PIAZZA 2008 - 1° Trofeo Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno

In uno scenario bellissimo come il centro storico di Lucca si è svolta la prima edizione di Lucca Corri in Piazza 2008 - 1° Trofeo Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno.

Grande successo di partecipazione nelle gare giovanili dove oltre 200 atleti ed atlete hanno lottato per la conquista dei titoli toscani individuali e di società di corsa e marcia su strada. Buona prova di Noemi Tacchi dell'atletica Parigi Camigliano nella marcia cadette e titolo toscano per la Virtus nella corsa su strada categoria ragazzi.
Questi i vincitori nelle singole categorie partendo dalla marcia:
nella categoria ragazzi vittoria per Gianluca Picchiottino della Libertas Runners Livorno davanti a Awani Otonoritye sempre della stessa società. La Libertas Runners Livorno si è aggiudicata anche il titolo toscano di società davanti a Atl. Livrono e Atl. Granducato.
Nella categoria ragazze titolo a Francesca Niccolai Atletica Uzzano davanti a Eleonora La Pegna Libertas Firenze. Titolo toscano di società ancora alla Libertas Runners Livorno davanti a Libertas Firenze Marathon.
Marcia cadetti doppietta dell'atletica Livorno con Luca Messeri davanti a Claudio Caprai. Titolo di società all'atletica Livorno davanti all'Atletica Granducato.
Marcia cadette vittoria di Alessia Guidi atletica Livorno davanti alla lucchese dell'Atletica Parigi Camigliano Noemi Tacchi. Titolo all'atletica Livorno davanti all'atletica Parigi Camigliano.
Passando ai campionati di corsa su strada per la categoria cadetti vittoria a Giacomo Conte dell'atletica Monsummanese davanti ai gemelli Lorenzo e Samuele Dini dell'atletica Livorno. Titolo di società all'atletica Livorno davanti alla Libertas Firenze Marathon.
Nella categoria cadette vittoria a Lucrezia Briglia dell'atletica Massa Carrara davanti a Giulia Pantani della polisportiva Pontedera. Buona prestazione anche per Duff Eleonor dell'atletica Parigi Camigliano. Titolo di società alla Toscana atletica Empoli davanti all'atletica Camaiore.
Categoria ragazzi titolo per Marco Meini dell'U.P. Policiano davanti a Pietro Filippeschi Libertas Firenze Marathon. Ottima gara per i virtussini Alessio Gravina (8°), Andrea Nicolai (9°), Iacopo Marella, Stefano Tomei, Alessandro Mori, Alessandro Cappuccio e Matteo Bianchini. Questa prestazione complessiva ha permesso all'Atletica Virtus Lucca di vincere il titolo toscano di società davanti alla Libertas Firenze Marathon .
Infine la categoria ragazze con il titolo a Sara Froglia atletica Livorno davanti a Linda Benigni del Centro Atletica Piombino. Buona gara anche per le lucchesi Faida Fadwa, Elisa Del Nista, Claudia Buchignani, Alessandra ghilardi e Paola Aime.



Alle 20,30 il clou della manifestazione con le gare riservate al settore assoluto. Grande il rammarico per l'impossibilità di poter disputare la gara riservata agli atleti disabili in carrozzina soprattutto tra gli organizzatori che avevano lavorato sodo per allestire un percorso e tutte le condizioni adatte anche a questi atleti ed avevano affidato alla carica Istituzionale del CIP - Comitato Italiano paralimpico - Giampaolo Ceri presidente del Comitato Regionale Toscana l'incarico di contattare società ed atleti nell'ambito delle norme che regolano i rapporti tra e all'interno delle Federazioni. Purtroppo qualcosa non ha funzionato soprattutto per problemi personali del Presidente CIP.
Entusiasmo alle stelle per le altre due gare assolute.
Prime a partire le femmine; 19 le atlete in gara e grandi nomi del mezzofondo toscano presenti a Lucca.





Subito in testa il gruppetto delle migliori guidato da Artuso, La Barbera, Castellani e Celi che hanno fatto subito il vuoto e hanno lottato sino al traguardo alternandosi al comando. Nella volata finale l'ha spuntata Silvia La Barbera del C. S. Forestale davanti a Cristiana Artuso del C.S: Esercito ;Al terzo posto Isadora Castellani dell'atletica Brugner quindi nell'ordine Martina Celi atletica Loco Rotondo, Chiara Proietti atletica CA.RI.RI, Cristina Neri, Veronica Luongo e Laura Baldanzi del Team Suma. Seguono altre 9 atlete classificate.
Ed eccoci al clou della serata con la gara maschile. Alla presenza di un folto pubblico presentati dallo spekaer alcuni tra i migliori mezzofondisti in attività. Tra gli Italiani Angelo Carosi e Denis Curzi (autorizzato in via eccezionale dalla FIDAL Nazionale a gareggiare in quanto tra i migliori 10 atleti italiani nella specialità), quindi i lucchesi Emiliano Mazzei, Lorenzo Checcacci, Vincenzo Scuro, Roberto Gianni, Daniele Del Nista e Andrea Giovannelli . Tra gli stranieri Eric Chirchir della Virtus Lucca tra i favoriti della gara.
Partenza alla grande con un gruppetto guidato dal Virtussino Chirchir a fare l'andatura. Con lo scorrere dei giri si accentua il distacco tra i migliori e restano in gara a lottare per la vittoria Carosi, Koech, Chirchir, Muia,e Denis Curzi.
In attesa del giro conclusivo si verificano però alcuni problemi con i giudici della Giuria di arrivo che non riescono a controllare la manifestazione e quindi l'ordine di arrivo finale risulta falsato in quanto ad alcuni atleti non viene suonata la campanella dell'ultimo giro e quindi non fanno nemmeno la volata ritenendo di dover effettuare ancora un giro.
Un pasticciaccio che purtroppo lascia un segno negativo in una organizzazione perfetta.
Grande disponibilità da parte di tutti gli atleti che accettano la situazione in modo molto professionale dando ancora una volta la loro più completa disponibilità e comprensione.
Quindi la classifica ufficiale dei Giudici vede al primo posto Angelo Carosi Forestale davanti a Denis Curzi del CS Carabinieri, Kimutai Koech atletica Castello, Eric Chirchir Virtus Lucca, Makau Muia , Mohamed Taqui e Vincenzo Scuro nell'ordine del GS Orecchiella ed ancora Salah El Gislany del GS Fiorino; classificati inoltre Massimiliano Santangelo e Maurizio Cito dell'Atletica Castello davanti a Gabriele Abate del GS Orecchiella.
Molto rammarico invece tra i dirigenti virtussini. Una prima edizione organizzata in modo eccellente grazie soprattutto alla disponibilità di tanti podisti del Trofeo Podistico Lucchese, dell'Atletica Porcari e del Gruppo Marciatori antraccoli ed inoltre all'intervento della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno è stata, seppure parzialmente, danneggiata da una giuria di arrivo sicuramente non all'altezza della situazione. Il Presidente Montinari avrà sicuramente l'occasione nei prossimi giorni di manifestare in Federazione, in modo del tutto costruttivo, il suo disappunto per quanto avvenuto e la richiesta di un intervento per impedire il ripetersi di simili situazioni che intaccano le grandi capacità dimostrate sino ad oggi dal Gruppo Giudici Gare toscano.

13 giugno 2008

Intervista a Massimo Magnani: Come rendere "meno africano" il mondo della corsa

Finchè le dico io certe cose .... tanto tanto ... ma se poi le si legge anche nelle parole di Massimo Magnani vuol dire che tanto fuori rotta non ero ...
Ritengo che comunque si debba e si possa discutere ma intanto leggete l'intervista, poi tirate le conclusioni e vediamo se nei prossimi giorni potremo anche scrivere qualche altra cosa di concreto e costruttiva ...

Scritto da Stefano Morselli - Redazione Podisti.Net
sabato 10 maggio 2008
Nell’intervista di aprile, Massimo Magnani aveva espresso alcune considerazioni sugli aspetti normativi ed organizzativi che potrebbero rendere “meno africano” il modo della corsa; anche alla luce dei ruoli Internazionali che Magnani ricopre, cerchiamo di capire cosa si potrebbe fare per favorire una ripresa dell’interesse generale del movimento della corsa nel Mondo.

Carissimo Massimo, ti sappiamo molto impegnato istituzionalmente, in particolare a livello internazionale, ci puoi indicare quali cariche rivesti presso la IAAF e la EEA? Mentre con la Fidal che rapporto hai?


A livello di EAA (European Athletic Association; la Federazione Europea), faccio parte della commissione del Cross, mentre per la IAAF (Federazione Mondiale) del Comitato del Cross. Sembra banale, ma fra “Commissione” e “Comitato” ci sono alcune differenze che si traducono in opportunità operative diverse. La Commissione formula proposte che vengono valutate dal Competition Committee (Comitato tecnico), il quale le propone al Consiglio dell’EAA, mentre il Comitato formula proposte che vengono esaminate e votate direttamente dal Consiglio della IAAF. Per la IAAF ho anche l’incarico di ICRO’s (International Cross and Road Offcial), in altre parole vengo chiamato come “supervisor Internazionale” per gli aspetti di verifica e controllo degli aspetti tecnici delle gare di campionato Mondiale di Cross e/o su Strada. Con la Fidal non ho alcun rapporto codificato in ambito tecnico, ma vengo frequentemente coinvolto per aspetti organizzativi; con la struttura di Prosport abbiamo collaborato all’organizzazione degli Europei di Cross di San Giorgio su Legnano e ora io sto lavorando sugli Europei Indoor di Torino 2009, dove dirigo l’Area Tecnica (cioè quella della preparazione dell’impianto e la gestione delle gare).
La corsa sembra più che mai un “African Affair”: dobbiamo rassegnarci a questa situazione o vi e’ la possibilità di trovare soluzioni tecnico/regolamentari che possano stimolare la crescita costante e numericamente significativa, di atleti bianchi capaci di competere?


Nel breve periodo, credo di sì! Oggi, tranne qualche rarissima eccezione non ci sono segnali che facciano pensare il contrario, anzi…..


Vuol dire che ci troveremo di fronte al solito “leit motiv” della solita orda di atleti di colore che dominano le gare?

Credo di si; tranne qualche caso sporadico (Hall, Mottram e qualche donna), gli africani saranno sempre più protagonisti.

Da appassionato della pista, ultimamente un po’ frustrato per l’assenza di italiani competitivi, vorrei avere il tuo parere relativamente ad alcune idee, mie e non solo, che ritengo possano essere utili ad alimentare lo spettacolo dei meeting e delle prove di corsa in particolare stimolando cosi’ un maggiore interesse sia degli atleti che dei media. Sono decenni che non nascono nuove discipline, l’inserimento dei 3000 siepi femminili ha solo riequilibrato la situazione tra uomini e donne, ma non e’ certo sufficiente anche se, paradossalmente, dimostra che la strada da percorrere e’ quella di aumentare la tecnicita’ delle prove.
Io proporrei l’inserimento sperimentale di gare a squadre, ad esempio come la gara ad inseguimento, e gare individuali come la gara a punti e l’americana ad eliminazione.
In questo modo, si sposta l’attenzione dalla ricerca forsennata del record, si aumenta la spettacolarità e si stimola lo spirito di squadra. Credi che cose del genere potrebbero stimolare l’interesse dei media e rendere piu’ aperte le competizioni?


Tutto il movimento atletico è in una fase di ripensamento generale perché gli attuali format sono datati e sempre uguali; c’è bisogno di novità; non so se il nostro mondo (che è abbastanza conservatore) è pronto a novità di questo tipo. Personalmente credo che le gare a squadre siano coinvolgenti e appassionanti, così come credo che una gara ad inseguimento sia, oggi, più interessante di tante altre prove dall’esito conosciuto fin dalla partenza. Il problema vero, però, è trovare atleti di diverse nazionalità (quindi anche con diverso colore della pelle) che competano in modo non scontato, altrimenti si perde il gusto della competere, che è un po’ quello che è venuto meno nelle gare di mezzofondo, oggi.


La IAAF mi sembra un po’ ingessata, e’ immaginabile che la federazione italiana possa prendere da sola iniziative del genere?


Fra i propri compiti la IAAF ha quello di modificare gli aspetti tecnico-organizzativi delle gare, ma questo processo passa, appunto, dalla consultazione di tutte le Federazioni Nazionali, dalla valutazione del Comitato Tecnico e dall’approvazione del Consiglio Mondiale dell’Atletica.
La IAAF ha la responsabilità di orientare il mondo dell’atletica, le singole Federazioni possono prendere, però, iniziative proprie che possono “sperimentare sul loro territorio, quindi non c’è nulla che vieta la “sperimentazione” di nuove proposte.

Fantatletica a parte, oggi ci sono nazioni come la Spagna o gli USA che riescono ad avere comunque, un buon numero di atleti di livello, in pista e nel cross country in particolare, che riescono a ben figurare nelle manifestazioni internazionali. Tempo fa gli spagnoli hanno studiato il modello Italia, ora dovremmo essere noi a studiare loro?

Anche in Spagna che ha pur sempre un buon numero di atleti di alto livello, si vive una certa crisi, soprattutto fra i più giovani, mentre gli USA sembrano uscire dal tunnel con qualche nuovo talento (anche se i “naturalizzati” sono sempre in crescita….). Gli spagnoli hanno studiato (e ben applicato il “modello Italia”, io credo che noi dobbiamo solo riscoprirlo e applicarlo con maggiore determinazione e chiarezza di obiettivi.

In senso generale comunque, a parte qualche rarissima eccezione, gli africani dominano in lungo ed in largo la scena, cosa ha portato, secondo te, a questa situazione?


La storia è lunga e complessa; diverse ed interconnesse fra loro sono le ragioni che hanno portato a questa situazione. La prima è sicuramente il talento e le capacità degli atleti africani, poi aggiungerei che in certi paesi africani è troppo facile cambiare nazionalità e che per le categorie giovanili, l’età è un fattore che incide non poco, poiché il controllo dell’età non è basato su principi di affidabilità ed è questo un (forte) motivo di allontanamento dei giovani dalle distanze della corsa (se da giovane mi rendo conto di non avere spazio, faccio altre cose….), aggiungerei ancora che la partecipazione di atleti africani alle gare nazionali ed internazionali è spesso “deregolamentata” o peggio ancora: vi sono regole che non vengono applicate….., se a questo aggiungiamo che le politiche del nostro Paese portano sempre più i giovani verso la sedentarietà con conseguente difficoltà a saper affrontare il concetto di fatica (fisica e mentale) e che la IAAF continua ad investire soldi e risorse nei paesi africani, il quadro è quasi completo.


Dipinto così sembra un quadro irreversibile…


Il dominio degli atleti africani è un dato di fatto ormai da moltissimi anni e come dicevo a breve non si può fare nulla per invertire la tendenza; nel medio e lungo periodo, invece, qualcosa si può e si deve fare, perché comunque verremmo indotti a farlo.

Cosa vuoi dire?


La crescita del fenomeno africano è stata favorita dall’intervento (ed anche investimento) di soggetti internazionali (Managers) che hanno intravisto grandi opportunità di business; hanno, però spinto talmente forte sull’acceleratore che ora hanno messo in crisi l’intero sistema. Perché se è vero (come è vero) che gli atleti africani dominano nel mondo, è altrettanto vero che le attenzioni di tutto il sistema della comunicazione (media e televisioni) nei confronti di questo fenomeno sono fortemente scese e tutto il movimento atletico si trova nel bel mezzo di una crisi complessiva, meeting compresi, non solo cross e strada.

Quindi sarà ancora una volta il potere mediatico a fare la differenza?

I bilanci delle federazioni internazionali sono dati per oltre il 60% dai diritti televisivi della EBU (Eurovisione) la quale ha fortissimi interessi praticamente solo in Europa. Le grandi agenzie che investono nella pubblicità hanno forti interessi in quasi tutti i paesi del mondo meno che in quelli africani, perché là non vi sono gli utenti finali….. quindi se non si attrae il cliente che può comprare i prodotti, si investe in altri settori e si lascia l’atletica…. Quindi se l’atletica e non parlo di quella italiana, non vuole essere abbandonata, deve trovare delle soluzioni.


Ma quali soluzioni dovrebbero individuare le Federazioni Internazionali (IAAF ed EAA)?


A mio parere, la prima strada da perseguire è un adeguamento delle norme che riguardano le manifestazioni, gli organizzatori, le Federazioni nazionali e gli agenti degli atleti. L'impegno del “sistema” si dovrebbe concentrare per sviluppare progettualità che rispondano alle nuove esigenze e ai nuovi bisogno dell'intero movimento atletico.


Per esempio?


Una collaborazione maggiore fra questi organismi (IAAF ed EAA) ed un’armonizzazione di calendari agonistici e delle regole. Tanti atleti che gareggiano in Italia e in Europa, non sono nemmeno conosciuti dalle loro federazioni di appartenenza; arrivano nei vari paesi perché portati da managers che li hanno visti in qualche gara e/o in qualche training camp….gli mettono addosso la prima canottiera che capita (cioè chi paga meglio di gara in gara) e via…


Ma non può bastare solo questo……


Certo che no! Servirebbe, secondo me, un progetto più generale che stimoli (sostenga economicamente) le federazioni nazionali a progettare nuovamente iniziative che coinvolgano i giovani in fase formativa (fisica e mentale) e che li “fidelizzino” alla corsa. Servirebbero regole per la partecipazione alle gare, soprattutto quelle dei calendari di ciascun Paese, dove si concentra la maggior parte di atleti sconosciuti che comunque vincono e servono poco o nulla alla promozione della corsa (e dell’Atletica), ma allontanano i giovani dalla pratica delle lunghe distanze, perché trasmettono il messaggio che la corsa è fatta per i corridori africani. Servirebbe anche un maggior controllo dei visti di partecipazione alle gare (e ingresso in Italia) e degli inviti che vengono rilasciati dai vari organizzatori. Si rischiano forti coinvolgimenti nelle responsabilità dei singoli…


Cosa vuoi dire…?


Se un organizzatore consegna un invito ad un manager e nel documento dichiara che gli atleti in elenco gareggiano nella sua gara, poi questo non succede e magari una parte degli atleti di quell’elenco va in giro per l’Italia (o per altri Paesi) in altre gare, non si rispettano le regole e si favorisce l’immigrazione clandestina!

Ma le Federazioni cosa fanno?


Questo discorso non è circoscritto alla sola Italia, ma vale per una grande parte delle Nazioni in Europa: spesso non hanno (o non vogliono adottare) un sistema di controllo; quando arriva una lettera di invito di un organizzatore, la vistano e la girano alle autorità competenti, per il rilascio del visto e non si preoccupano di verificare con le federazioni di provenienza degli atleti stranieri se tutto corrisponde al vero…

Ma c’è quindi complicità?


Non consapevole, nel senso che si procede per prassi e non si verifica che tutto sia in regola. Ora in Italia c’è qualche attenzione in più, in seguito ad episodi recenti che hanno creato un po’ di clamore.
Ma a livello italiano cosa si potrebbe fare?


A livello italiano sono state fatte molte analisi e probabilmente individuate le cause, ma ancora non si prospettano percorsi e/o progetti che riportino i nostri atleti al ruolo che hanno sempre avuto nel panorama internazionale. Secondo me bisognerebbe prima partire da una diversa organizzazione del sistema, poi passare all’aspetto tecnico o meglio ancora, sarebbe procedere parallelamente.

Ma nel tuo ruolo, cosa pensi di fare?


Beh io, come detto sopra, non ho poteri diretti, se non quello di fare proposte; all’interno della IAAF e dell’EAA ho già presentato documenti che sono entrati nell’ordine del giorno delle prime riunioni che abbiamo fatto e che sono diventati oggetto di approfondimento a livello più alto. Insomma sono contento di avere dato qualche idea che tutti hanno accettato di analizzare e approfondire.

E quali sarebbero queste proposte?


Intanto sostegni economici per le Federazioni che organizzano attività rivolte ai giovani; per il cross, per esempio, un circuito giovanile dai 14 ai 20 anni che dia continuità all’attività durante tutto l’inverno e che premi i vincitori mandandoli a vedere i Grandi Eventi dell’Atletica. Poi, nuovi criteri per assegnare la qualifica di “Permit” (IAAF o EAA) alle manifestazioni, con maggiori tutele per gli atleti europei. Poi ancora la realizzazione di Training Camp per atleti ed allenatori europei, dove condividere momenti di allenamento e scambio tecnico. Infine anche una revisione delle date di alcune manifestazioni, affinché queste siano davvero funzionali alla crescita tecnica degli atleti.

Tempi di realizzazione?


Come dicevo prima , di medio periodo; come dicevo prima, le procedure prevedono che le proposte vengano esaminate da Commissioni diverse, che vengano discusse ( ed eventualmente migliorate) e che vengano, poi, portati nei vari Council per la valutazione e l’eventuale approvazione.


E in Italia, si può accelerare qualche processo?


Siamo alla scadenza del quadriennio olimpico e credo che la massima concentrazione oggi debba essere messa per consentire che i nostri migliori atleti si possano esprimere al meglio a Pechino. Non c’è dubbio, però, che questo argomento vada affrontato, perché il mondo della corsa su strada è una vera “jungla”!!
La strada e’ un jungla ma grazie ad una quantita' incredibile di manifestazioni c’e’ comunque grande vitalita’, almeno a livello amatoriale. C’e’ pero’ da notare che, malgrado il numero dei podisti sia in costante crescita, non si spiega il perche' si corra' sempre piu' piano?


Il mondo amatoriale è una delle anime più importanti del nostro movimento atletico; per alcuni aspetti è più importante di quello “Assoluto”, perché gli Amatori sono i consumatori finali dei prodotti (in particolare di quelli di “settore” (scarpe, abbigliamento, accessori, riviste, prodotti medicali, etc, etc,…) e quindi stimolano le aziende ad investire sull’Atletica e nelle corse su strada. Gli amatori potrebbero essere anche i migliori reclutatori per l’Atletica, infatti se facessero correre i loro figli o nipoti, già sarebbe un bel successo….. Il problema, poi, è che se ad un giovane togli le motivazioni e non gli fai arrivare il messaggio giusto e gli toglie speranze e prospettive, è duro che continui e che voglia mettersi in gioco e “provarci davvero”!! A questo, a mio parere, con i giovani, si è anche presa la giusta linea tecnica, quindi è sempre più difficile che qualche giovane possa emergere a livello veramente alto.


Che sinergie si possono trovare con Maratone Italiane?


Potenzialmente molte, ma a livello personale ho alcune perplessità perché quest’associazione è nata senza coinvolgere tutto il movimento, ma per tutelare alcune manifestazioni in modo particolare; in questo ultimo periodo vi sono state maggiori adesioni, ma siamo molto lontani dalla rappresentatività generale; fra le altre criticità che ho visto, non ho ancora letto di proposte concrete e circa le regole, ma ho letto che fra le richieste di Maratone Italiane vi sia quella di avere (addirittura) due Consiglieri Federali: insomma mi pare che la tendenza sia quella di pensare agli interessi di pochi e non a quelli generali.


Ma da dove partiresti tu per “riordinare” il nostro mondo della strada?


Il discorso è lungo e molto complesso perché storicamente nessuna gestione federale degli ultimi 30 anni hai mai dedicato la necessaria attenzione al mondo della corsa su strada, quindi il caos e le problematiche si sono accumulate e sono diventate davvero tante. Personalmente, inizierei dalla (ri)classificazione delle manifestazioni, stabilendo nuovi criteri e parametri che classificano la tipologia di una manifestazione; oggi, infatti, ci sono gare internazionali che di internazionale non hanno nulla, salvo la presenza di 10-15 atleti stranieri. “Internazionale” significa “valore e risultati di quel livello” e non le nazioni presenti. Così come ci sono gare nazionali che tali non sono, perché “partecipate” da atleti stranieri che non sono tesserati per alcuna società italiana. Poi definirei i requisiti di coloro che possono organizzare una manifestazione e stabilirei altri criteri per l’invito degli atleti stranieri: devono essere atleti “qualificati”, cioè devono essere in posti ben definiti delle graduatorie mondiali, altrimenti non servono né a promuovere l’atletica né a definire la qualità dell’evento, ma servono solo ai loro managers. Tutto questo dovrebbe anche prevedere una situazione di controllo da parte della Federazione che dovrebbe attivare una “task force” sul territorio che controlli l’applicazione delle regole.

TOP RUNNERS presenti domani sera a Castellina Marittima

CLIACCA SUL LINK ED ECCO GLI ATLETI DI DOMANI A CASTELLINA

12 giugno 2008

LUCCA - CORRI IN PIAZZA -



Comunicato stampa 12 giugno

Sta entrando nella fase cruciale l'organizzazione della "Corri in piazza 2008 - 1° Trofeo Cassa di Rispamio di Lucca Pisa e Livorno" manifestazione di corsa su strada in programma mercoledì 18 giugno nel centro storico di Lucca.
I dirigenti dell'atletica Virtus Lucca, dell'atletica Parigi di Camigliano e della Pro Sport Lucca stanno definendo gli ultimi dettagli di una struttura organizzativa molto complessa che vedrà oltre 130 persone impiegate a garantire agli atleti le migliori condizioni possibili per gareggiare.
Tutto questo è stato possibile grazie alla fattiva collaborazione ricevuta sin dall'inizio di questa avventura da tre tra le più forti società amatoriali che operano sul territorio. I dirigenti del Trofeo Podistico Lucchese, dell'atletica Porcari e del Gruppo marciatori Antraccoli hanno accolto con grande entusiasmo la richiesta di una collaborazione tesa ad organizzare anche a Lucca un grande appuntamento agonistico. E questa collaborazione conferma che solo attraverso programmi comuni è possibile organizzare a Lucca le grandi manifestazioni del calendario nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera.
Le gare si svolgeranno su un circuito ricavato in piazza Napoleone e piazza del Giglio e che, per le gare degli assoluti, si svilupperà anche lungo via Vittorio Veneto fino al Caffè delle Mura e quindi ritorno in piazza Napoleone.
L'inizio è previsto per le ore 18.00. Due fasi ben distinte. Nella prima parte dalle ore 18.30 in gara i giovanissimi atleti e atlete delle categorie ragazzi e cadetti del settore promozionale FIDAL che si contenderanno i titoli individuali e di società di corsa e marcia su strada 2008. Previsti oltre 200 atleti in gara sul percorso breve di piazza Napoleone e piazza del Giglio da ripetersi più volte.
Alle ore 20,00 inizio della seconda fase. Tre le gare in programma. Alle 20.30 partenza delle atlete del settore assoluto femminile; alle 21.00 partenza della gara riservata agli atleti disabili in carrozzina ed infine, alle ore 21.30 la partenza del settore assoluto maschile.
Partecipazione molto selettiva e gare altamente spettacolari in grado sicuramente di coinvolgere il pubblico presente che praticamente potrà visivamente seguire gli atleti per quasi tutto il percorso.
Da rilevare e da segnalare, visto il modo in cui vengono gestiti questi problemi in moltissime manifestazioni su strada, due aspetti che caratterizzeranno questa manifestazione:
I PREMI - saranno uguali per tutte le categorie, senza nessuna differenza tra maschi e femmine ne tra atleti normodotati e disabili.
ATLETI STRANIERI - da tempo in tutta Italia infuria una polemica sulla massiccia partecipazione di atleti stranieri nelle corse su strada dove sistematicamente si accaparrano le migliori posizioni all'arrivo. Tutti sono concordi, a parole, sulla necessità di lasciare spazio agli atleti italiani limitando la partecipazione degli stranieri ma poi nella realtà ogni organizzatore sa che fare gareggiare un atleta straniero di alto livello tecnico costa molto meno che un atleta italiano di livello notevolmente inferiore ed anche per questo continuiamo a vedere ordini di arrivo delle principali manifestazioni con gli italiani relegati dietro soprattutto agli atleti di colore.
Ebbene i dirigenti della Virtus Lucca, condividendo anche gli orientamenti della Federazione Toscana, hanno deciso di far partire solo atlete italiane nel settore femminile e di limitare la partecipazione nel settore maschile solo agli atleti stranieri tesserati con società della nostra regione. Inoltre sono previsti premi speciali per dare risalto agli atleti toscani.
Un modo per passare dalle parole ai fatti e dare visibilità anche in manifestazioni importanti agli atleti e atlete italiani.
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P.s. da notare il volantino molto interessante per la nuova struttura